La Carta di Varese è diventata della comunità

La Carta di Varese è diventata della comunità

La serata dedicata alla presentazione della Carta di Varese per lo sviluppo della professione del Geometra si è conclusa in un modo che, credo, racconti meglio di qualunque altra spiegazione il significato del percorso iniziato nelle scorse settimane.

Davanti a una sala molto partecipata, la Presidente del Collegio, Claudia Caravati, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla versione definitiva della Carta, ricordando più volte che quel documento non appartiene al Consiglio Direttivo che lo ha promosso, ma alla comunità dei Geometri della provincia di Varese e proprio per questo dovrà rimanere un documento vivo, aperto, destinato a essere aggiornato nel tempo.

La Carta non nasce infatti per fissare una volta per tutte ciò che la professione dovrà essere, ma per raccogliere ciò che, attraverso il confronto con gli iscritti, abbiamo ritenuto importante preservare, sviluppare e continuare a discutere.

Alla presentazione ha partecipato anche il Geom. Michele Specchio, Consigliere Nazionale del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, che nel suo intervento ha confermato quanto molte delle riflessioni emerse nei laboratori siano coerenti con il futuro che si sta delineando per la professione, anche dal punto di vista normativo.

Ma soprattutto ha sintetizzato con una frase il ruolo che il Collegio è chiamato sempre più ad assumere:

“L’Albo è Istituzione, il Collegio è comunità.”

Una frase che, in fondo, racconta molto bene anche il senso della Carta di Varese.

Il Geom. Specchio ha inoltre assunto l’impegno di portare questa esperienza all’attenzione della comunità nazionale dei Geometri, affinché il percorso sviluppato a Varese possa diventare occasione di riflessione anche oltre il nostro territorio.

Poi è arrivato il momento forse più significativo della serata.

Conclusa la presentazione, tutti i presenti hanno sottoscritto la Carta di Varese e con loro l’hanno sottoscritta anche tutte le Colleghe e tutti i Colleghi candidati alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo.

È un passaggio che considero particolarmente importante, perché la firma dei candidati non rappresenta soltanto un segnale di continuità tra chi conclude il proprio mandato e chi si candida a guidare il Collegio nei prossimi anni.

Rappresenta soprattutto la volontà di riconoscere che il lavoro costruito attraverso il confronto con gli iscritti appartiene alla comunità professionale e che chiunque sarà chiamato ad amministrare il Collegio dovrà continuare a confrontarsi con quel patrimonio.

La Carta, quindi, non si è fermata alla sua approvazione.

Ha cominciato a vivere.

Considerato che non tutti gli iscritti hanno potuto partecipare alla serata, la Presidente, insieme ai presenti, ha deciso di lasciare aperta la possibilità di sottoscriverla anche nei prossimi giorni.

La Carta di Varese sarà quindi disponibile per la firma presso il Collegio durante le giornate di apertura dei seggi elettorali del 27, 28 e 29 ottobre.

Chi lo desidera potrà leggerla, riconoscersi nel percorso che l’ha generata e aggiungere la propria firma a quelle già raccolte.

Non perché una Carta acquisti valore dal numero delle firme.

Ma perché ogni firma racconta una cosa molto semplice: la volontà di non considerare il futuro della professione qualcosa che riguarda soltanto chi viene eletto, ma una responsabilità che appartiene a tutti noi.

È questo il risultato più importante della serata.

La Carta di Varese non è più il documento che il Consiglio Direttivo ha deciso di promuovere.

È diventata, la Carta della comunità dei Geometri della provincia di Varese.